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LA SCUOLA DIGITALE TRA UTOPIA E REALTÀ


Vanessa Lonardi - 18 Dicembre 2020 - 0 comments

Ripensare alla modalità di erogazione della didattica, agli ambienti di apprendimento oggi, a causa anche dell’emergenza sanitaria in corso, non è più una tematica rimandabile.
Il Piano Nazionale Scuola Digitale prevede, fra i vari punti, un investimento per potenziare la connettività delle scuole, assegnando risorse e creando opportunità con i principali produttori di tecnologia Wifi, affinché avvenga una vera e propria ristrutturazione della rete scolastica.
Nell’era digitale, la scuola può diventare il più potente moltiplicatore di domanda di innovazione e cambiamento del Paese.

In quest’ottica, abbiamo appena ultimato una ristrutturazione e realizzazione di copertura totale del Wifi di un Istituto Comprensivo del nostro territorio, apportando una notevole svolta nell’operatività quotidiana della didattica e gestione delle problematiche in questo particolare e delicato periodo.

Ora la scuola ha la possibilità di:

– far utilizzare agli studenti gli strumenti digitali messi a loro disposizione tramite un tablet
– svolgere verifiche e interrogazioni on line
– usufruire della didattica multimediale
– svolgere lezioni di didattica in presenza trasmessa in digitale per tutti gli alunni costretti a casa per un periodo di tempo prolungato
– effettuare colloqui genitori /insegnanti a distanza

Il nostro obiettivo è promuovere l’innovazione anche e soprattutto all’interno delle scuole, con una proposta dedicata al mondo Education, per dare a tutti pari opportunità di apprendimento. Tutto ciò nell’ottica di incoraggiare processi sostenibili e funzionali che facilitino la diffusione della didattica. Generare una trasformazione culturale che parta dalla scuola e raggiunga tutte le famiglie, nei centri maggiormente urbanizzati così come nelle periferie più isolate è un’ambizione importante, ma la scuola è un patrimonio di valore universale e come tale deve essere tutelato e coltivato per permettergli di crescere e modificarsi secondo i fabbisogni di un Paese.

L’educazione non deve porre al centro la tecnologia, ma i nuovi modelli di interazione didattica che la utilizzano.